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CRONACA DI UN ESONERO ANNUNCIATO

Non si sono ancora pacate le acque legate all'esonero di Mr. Piero Borri dalla FC BIELLA. La fine del rapporto di collaborazione tra il Filosofo e la Società del Presidente Silvino Bercellino ha lasciato non pochi interrogativi per come è venuto, soprattutto per i tempi. A 47 giorni dal 18 agosto, primo giorno di preparazione, dopo 4 sole gare di Campionato che, da un lato, non hanno mosso la classifica dalla casella zero ma, dall'altro, lasciavano intravedere margini di miglioramento, specialmente dopo i primi 45 minuti sfoderati contro il Pontestura. E da quel primo tempo il Mister voleva ripartire, come aveva dichiarato in quella che è stata la sua ultima intervista da allenatore dei gialloneri, in cui analizzava la gara disputata dai suoi al "Bianchi" di Casale.

Ad impedirgli di ripartire, e quindi di proseguire il lavoro iniziato, è stata la telefonata ricevuta nella mattinata di mercoledì scorso, 3 ottobre. La voce era quella del DS Fabrizio Sartori che comunicava la fine del rapporto fra il Tecnico di Zumaglia e la FC Biella.

***** L'ESONERO DI Mr. BORRI SANCISCE DI FATTO ANCHE LA FINE DELLA "TRIADE" - FRA SARTORI E BORRI/GEMMA E' ROTTURA *****

 

Avevamo promesso di ritornare sull'argomento, per cercare di capire cosa sia mai successo per provocare una decisione così forte e tempestiva, partita dalla Sede di Via Santa Barbara.

Abbiamo così ricostruito i 47 giorni passati alla FC Biella dal Filosofo che, sul tema, si rivela un vero e proprio fiume in piena.

Un viaggio che ripercorre le tappe salienti che raccontano anche alcuni retroscena già nel mese di luglio, nel pieno del mercato estivo.

 

Con Mr. Borri ripercorriamo i momenti salienti della sua brevissima avventura in gialloneri. A partire dalla suo approdo in giallonero.

"Venivo dalla delusione di SANDIGLIANO. Volevo garanzie, prima di ricadere in una situazione simile. Sono occorsi più di due mesi per accettare. Il garante era Sartori. Aveva la famosa carta bianca. Nessuno doveva intromettersi sugli aspetti tecnici. Detto ora fa veramente ridere!!!"

 

Poi inizia la fase dedicata alla costruzione della squadra.

"Avevamo due obiettivi da rispettare, che ho condiviso fin dall'inizio. Pochissime risorse economiche a disposizione per i prestiti e cercare di valorizzare i ragazzi della FC in uscita dalla Juniores, Categoria che la Società non aveva più intenzione di iscrivere nella stagione in corso, come di fatto è avvenuto. Il tutto all'interno di un progetto di almeno un biennio, ma forse la Società ha confuso il biennio con il bimestre!!!"

 

Nascono dunque le prime trattative e si va verso la formazione della Rosa. L'ormai EX TRIADE (Sartori-Borri-Gemma) si mette al lavoro ma già in questa fase nascono i primi problemi.

"La cosiddetta autonomia che sventolava Sartori, ad ogni trattativa, veniva a scricchiolare. Le posizioni non erano mai chiare. Alcune scelte legate al mercato venivano discusse, poi criticate, infine accettate e poi nuovamente sconfessate. Quando chiedevo chiarezza, ogni volta venivo tranquillizzato e si andava avanti".

 

Il mercato decolla, fra alti e bassi, fino al momento chiave della trattativa legata ai tre giocatori della Valle Cervo Andorno Baggio, Majolo e Pidello, dove si aggiungono altre problematiche.

"Sinceramente non capivo dove si volesse arrivare. Nessuno prendeva posizioni in merito e la trattativa rischiò di saltare così come, per la prima volta, pensai sinceramente di abbandonare. Presi coscienza che stavano tutti navigando a vista. A pensarci ora dovevo veramente andarmene prima dell'inizio del Campionato, ma le dimissioni non fanno parte del mio stile e, sinceramente, non avevo colpe da addossarmi, salvo quella di essermi fidato di Sartori e di tutti i dirigenti che, a parole, andavano in una direzione e con i fatti in quella opposta".

 

Superata la fase legata al mercato la parola passa al campo. Inizia la preparazione estiva della squadra.

"La preparazione estiva è il momento chiave della stagione, dove imposti il modo in cui lavori, le strategie, conosci i ragazzi ed inizi l'esplorazione verso quella che diventerà l'ossatura della futura squadra. Purtroppo alcuni giocatori si sono uniti in ritardo ed alla spicciolata, ma è normale che avvenga in queste categorie. Non era invece normale che alcuni giocatori non arrivassero a causa di un continuo tira e molla sulle trattative e sicuramente questo non non ha aiutato, creando altre tensioni. Potevo capire il tutto se Sartori avesse sforato il budget a lui affidato, ma questo, a quanto ne so, e se ne era precedentemente parlato più volte con i dirigenti, non era avvenuto. Mi chiedevo il perché senza darmi risposte, che avrei poi avuto in seguito, purtroppo!!!"

 

Arrivano poi gli impegni, anche se non ufficiali, con le prime uscite della squadra e tutto sembra andare finalmente verso la giusta direzione, o quasi.

"Ci lasciavano lavorare ma avevo la percezione di essere continuamente sotto osservazione. Per carità, un nuovo Allenatore suscita sempre curiosità ed è normale che sia così. Tuttavia trovavo strano che, in un ambiente nuovo o che si volesse rinnovare come dichiarava, non ci fosse un minimo di dialogo e soprattutto presenza all'interno della Squadra da parte dei dirigenti. Se vuoi valutare il lavoro di un Tecnico devi perlomeno essere presente, non dico sempre, ma con una frequenza maggiore si. Il che non vuol dire seguire tutti gli allenamenti, per questo c'è il DS. Nessuna presentazione della squadra, nessun discorso introduttivo da parte di nessuno. Ebbi ulteriore conferma di questo al torneo di Bioglio, dove era previsto il pranzo in loco fra le gare del mattino e le finali pomeridiane. Lasciati soli, senza neanche la figura del guardalinee. Non ero abituato, soprattutto per i ragazzi, ai quali i dirigenti non si erano mai presentati. E non accettavo di sentirmi dire da Sartori ... sono fatti così. Pensai alla frase che uno di loro mi disse tempo prima richiamando il concetto della Famiglia. Risposi che tutte le volte che in passato era sbucato impropriamente questo termine, per me finì male. E puntualmente è stato così anche quest'anno."

 

Nonostante tutto, dal punto di vista dei risultati, è stata una preparazione soddisfacente. La squadra iniziava ad assimilare i concetti del Mister è si lavorava nella direzione giusta anche se, in merito, il Filosofo ha un'altra visione...

"In preparazione non valuto i risultati ma gli atteggiamenti, in campo e fuori. Per plasmare un gruppo nuovo e per giunta composto da tanti ragazzi giovani, devi essere attento ad ogni piccolo particolare. E qui ho commesso alcuni errori sopravvalutando la personalità di alcuni giocatori e me ne assumo la responsabilità. Era uno dei punti che avrei toccato nell'allenamento successivo alla gara di Casale, che purtroppo non ho più potuto fare. Il mio Collaboratore Renzo Gemma ne conosceva i contenuti, come sempre mi ero confrontato con lui, e li avevo elencati anche al DS, nella telefonata di martedi 2 ottobre, il giorno prima del mio esonero. Peccato che mi stavo confrontando con chi sapeva già quale sarebbe stato il mio destino. Ho avuto modo di verificare anche questo. Pazienza !!!"

 

Finalmente inizia il Campionato, con le gare che contano ma, anche qui, Piero Borri propone una analisi che merita di essere ascoltata.

"La partenza era da Cima Coppi per noi. Le tre gare con Azeglio, VCA e Chiavazzese 75 rappresentavano ostacoli non da poco. In società sapevano che queste prime uscite servivano ancora, da parte mia, per valutare giocatori e atteggiamenti. Devo dire che abbiamo affrontato due dei tre impegni con il piglio giusto".

 

Allora andiamo con ordine. Partiamo dall''esordio casalingo con l'Azeglio.

"Poteva fruttare un pareggio e non sarebbe stato uno scandalo. Noi sbagliammo l'inverosimile e loro furono bravi a capitalizzare il massimo con una delle due occasioni avute con il Re del goal Farinella. Peccato che ci fu poi assegnata la sconfitta a tavolino per il mancato tesseramento di Gili con la squalifica, fra le altre decisioni del Giudice Sportivo, di una giornata al giocatore e di Sartori fino a novembre. Come inizio non sicuramente il massimo ma i loro errori andavano bene, tanto con l'Azeglio avevamo comunque perso, secondo la loro linea di pensiero !!!.

Tuttavia, nonostante la bella prova della squadra, notavo già colli storti e musi lunghi qua e là. Qualcosa scricchiolava ma, secondo il DS, erano soltanto mie congetture".

 

Al secondo impegno stagionale arriva la trasferta di Andorno con la VCA.

"È stata la gara dove ho sinceramente sperimentato di più e ne ero ben consapevole. Ma devo fare un passo indietro. In 24 anni non mi avevano mai suonato alla porta di casa alla vigilia di una partita. Prima di affrontare la gara con la VCA è successo. Tra l'altro ero al telefono per parlare proprio della partita con il mio collaboratore Gemma che, vista la circostanza, fu da me invitato alla riunione che seguì con gli autori del .. blitz. Si era già scatenata la caccia alla formazione, con pressioni sullo Staff che, purtroppo per loro, non portarono agli esiti sperati. Certe condizioni bastava conoscerle a luglio, invece di sventolare progetti rivelatisi inesistenti. Me ne stavo a casa mia. Quel sabato capii che avevo i giorni contati. La conferma la ebbi il giorno dopo. A seguito del brutto 4-1 subito ad opera degli scacchi. Si era già scatenata la caccia al colpevole".

 

L'atmosfera della settimana dopo la debacle di Andorno non fu delle migliori. Anzi, fu la settimana più travagliata della gestione Borri alla FC.

"Era l'ultima settimana con 3 sedute di allenamento prima di entrare a regime con due ed era anche la settimana del cambiamento. Finiva il percorso legato al 3-5-2. La squadra, pur non avendo fatto male, mostrava segni deboli in alcuni suoi componenti. L'ultimo dei miei pensieri era metterli in difficoltà. Al martedì ci fu un lungo confronto in merito e varai il 4-1-4-1, con le competizioni ruolo per ruolo dei 26 ragazzi a disposizione. Peccato che qualcuno la sera prima aveva già deciso il taglio di 4 giocatori (Basone, Magenga, Masserano e Menardi n.d.r.) . La comunicazione mi arrivò solo il giorno successivo da Sartori.

I giocatori in questione chiesero un confronto con i dirigenti e lo ottennero venerdì, dopo il vano tentativo di giovedì. Nella stessa sera di venerdì andai su tutte le furie. Era venuto completamente mancare il rispetto dei ruoli. Ne ho sentite di tutti i colori quella sera e comunque io ed il mio secondo siamo stati gli unici a metterci la faccia dopo l'esclusione dei 4 giocatori, decisa a nostra insaputa. Gli altri si rimbalzavano tra di loro la patata bollente."

 

Intanto due giorni dopo arrivava al "Santa Barbara" la Chiavazzese 75, non una squadra qualsiasi.

"Disputammo una gara ordinata che mi diede buone indicazioni per il futuro, nonostante l'ennesima sconfitta di misura, lottando con ordine, pur riconoscendo il loro predominio".

 

La settimana verso il Pontestura si preannunciava ancora più difficile.

"Chiaramente i rapporti fra il sottoscritto, il mio Collaboratore e Sartori erano cambiati. Eravamo improvvisamente diventati dei separati in casa. C'era stato un altro incontro, il martedì dopo la gara con la Chiavazzese ma sinceramente potevano risparmiarselo. Potevano esonerarmi allora, facevano più bella figura anziché fare affermazioni che si sono ancora una volta rivelate delle bufale colossali".

 

E si arriva alla giornata di Casale con un primo tempo mai visto, per schemi, velocità di azioni e brillantezza di una squadra che pare trasformata. Nessuno si aspettava poi il risvolto impietoso della medaglia con quel secondo tempo da incubo.

"Vero, tutto terribilmente vero. Tuttavia bisognava ripartire dai primi 45 minuti di Casale. Ulteriori drammi non servivano. Ma ormai bisognava difendere a spada tratta la tesi della mancanza di risultati, passando oltre ogni buon senso. Il problema ero io e dovevo saltare. A fine gara assistetti all'ennesima scena dei musi lunghi e mi ero già preparato a sentire la versione che avrebbero sfoderato per sfasciare tutto".

 

I giorni dopo la sfida di Casale sono la storia recentissima di un esonero annunciato che tuttavia nasconde altri retroscena.

"Mi chiamò Sartori lunedì. La farsa messa in atto era quella della tesi della buona prestazione e dall'aver perso su rigore. Mi disse pure che l'ambiente era tranquillo, per i dirigenti. Io sostenni un'altra tesi. Al di là del risultato e premesso ancora una volta che bisognava partire dal primo tempo, non mi erano assolutamente piaciuti gli atteggiamenti di certi giocatori. Non alludo ad aspetti tecnici ma comportamentali. Stava nascendo una sorta di tutti contro tutti. In un ambiente che ormai era senza regole anche alcuni giocatori stavano tentando di prendersi spazi che non erano di loro competenza, ma era normale. Il caos non può che generare altro caos. Ma non è più un problema mio".

 

Infatti si arriva alla telefonata di mercoledì mattina, quella della comunicazione dell'esonero.

"Esatto. Mi chiamò Sartori e molto telegraficamente mi disse che mi avevano esonerato. Stesso atteggiamento e stessa linea che aveva tenuto al momento dei tagli. La colpa era sempre di altri in società e mia per non averli assecondati. Chiesi se sapeva chi mi avrebbe sostituito . Non lo sapeva. Poche ore dopo venni a sapere che la sera prima era in sede a fianco del futuro Mister, con cui parlava ad Andorno, alla seconda di Campionato. L'ennesima presa per i fondelli. Ma va bene così.

Ne approfitto per fare un grosso in bocca al lupo al Collega Corrado Bettin, con cui ho sempre avuto incontri cordiali".

 

Chiudiamo qui il lungo racconto, paradossalmente legato alla storia più breve da quando Mr. Borri allena. L'ennesimo progetto andato in fumo per i motivi che abbiamo riportato puntualmente. Sul tema chiude così il Filosofo.

"Avevo accettato l'incarico con il solito entusiasmo, avendo ricevuto dal DS ampie garanzie in merito alla conduzione della squadra. Invece devo amaramente ricredermi. D'altra parte è la storia recente della FC Biella a parlare. Chissà perché tutti gli allenatori transitati in giallonero hanno avuto problemi.

Lo sapevamo tutti, ma quest'anno non era più così, cambiava tutto. Peccato che sia stato illuso da un DS FANTOCCI e dalla sua carta bianca, che si è trasformata in carta igienica".

 

Come già avvenuto, la pagina dedicata al cammino dei gialloneri è stata oscurata e il presente racconto/intervista è l'ultimo documento legato alla stagione sportiva di Piero Borri che ci congeda così, con la sua ultima perla...

"Ringrazio tutti coloro che in questi giorni mi hanno scritto o telefonato per dimostrarmi il loro disappunto e, al tempo stesso, spronato a non mollare. Ora mi rilasso, seguirò il calcio sotto un'altra forma e, sinceramente, non voglio più sentire, legate al calcio, la parola PROGETTO e la frase ... SIAMO UNA FAMIGLIA. Da tutte le esperienze si impara sempre qualcosa e l'ultima riflessione mi permetto di dedicarla ai miei Colleghi.

Cari allenatori, diffidare subito da chi Vi dice ... io di calcio non capisco un c...o, sei tu l'Allenatore.

Sono i più pericolosi !!!

 

pubblicato il 07.10.18

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